Perchè Agonismo?
Si asserisce spesso con una certa facilità che i bambini debbano giocare anche con gli sci ai piedi: un proliferare di articoli di giornale ha ripreso questi concetti proponendo trattati d’attività ludiche da effettuarsi sulla neve. Sui campetti sono spuntati come funghi, palloni colorati e orsetti di plastica, i più piccoli hanno dovuto sorbirsi interminabili percorsi obbligati, più retaggio dei parchi giochi cittadini che dei campi di neve; le scuole di sci a volte hanno assunto il ruolo di parcheggio e alcuni maestri si sono dovuti adattare ad impegni di tipo baby-sitter.
Analizzando più a fondo il problema, si scopre che il vero gioco della neve è quello della velocità, lo stesso che fa preferire ai ragazzi la corsa alla marcia e la sfida in ogni attività di gruppo.
La fondatezza di quest’affermazione è facilmente dimostrabile lasciando al bambino la scelta: giocare camminando con gli sci ai piedi fra simpaticissimi giochi oppure inseguire a tutta birra il papà o il maestro di sci, pur non essendo ancora troppo sicuro sugli scietti?
Fare una bella prova di slalom sotto lo sguardo dell’allenatore cronometro alla mano, o sciare liberamente fuori dei tracciati? Tuffarsi da una discesa, a 80 km orari sulla scia del compagno più bravo o andare a zonzo su tutti gli impianti della stazione di sci? Scendere in un tracciato misurandosi con l’amico sul filo dei decimi o andare a farsi una discesa in neve fresca?
La risposta è spesso a favore della più competitiva delle due possibilità: lo stesso atteggiamento si può osservare in una classe quando i bambini sono lasciati liberi di disporre di uno spazio di tempo. Instaurano subito un clima di sfida, organizzando una partita a calcio o a pallavolo, a chi salta più in alto o a chi è più forte nella lotta.
Le motivazioni che spingono un ragazzo a competere continuamente con qualcuno o qualcosa sono talmente radicate nel suo intimo che sono difficili da spiegare.
Lo sci agonistico va ad inserirsi fra le attività più amate dai ragazzi; in esso ci sono tutti gli ingredienti più affascinanti : la velocità, l’acrobazia, la competizione, l’affermazione individuale e di gruppo.
Si può affermare che lo sci agonistico sia un’attività ludica e quindi formativa allo stesso tempo: le variabili date dalla neve e dai tracciati, l’ambiente in cui si pratica sono un grande stimolo alla preparazione e all’impegno da parte dei ragazzi.
In particolare, il continuo lavoro psicologico richiesto in alcune situazioni, come la concentrazione per lo studio del tracciato e delle sue particolarità nonché il sopravvento della paura, creano nel giovane atleta l’abitudine ad affrontare i problemi esistenziali legati al mondo del lavoro e dello studio, utile alla realizzazione della sua personalità.
Nella normale attività di un ragazzo che studia, è difficile che si presenti una situazione così formativa da richiedere concentrazione e sicurezza come negli attimi che precedono l’uscita dal cancelletto in una gara importante ed impegnativa: quante volte la vita si presenterà come in un cancelletto di partenza oltre al quale vi sono numerose incognite?